SPID, CIE e identità digitale nella finanza: la guida completa dall’apertura del conto all’autenticazione dei pagamenti
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SPID e CIE sono i due pilastri del sistema di identità digitale italiano, entrambi riconosciuti dalla legge per l’uso nei servizi finanziari. Per l’utente comune, la differenza più immediata è questa: SPID è una credenziale puramente software (username, password, OTP), gestita da fornitori privati e in alcuni casi già a pagamento; CIE è un documento fisico con chip, fornito gratuitamente dallo Stato, che combina la funzione di prova d’identità offline con quella di identità digitale online. In ambito finanziario, entrambi possono essere utilizzati per l’apertura remota di conti, la verifica dell’identità e l’autorizzazione di transazioni conformi ai requisiti di Strong Customer Authentication (SCA) della PSD2, ma esistono differenze sostanziali a livello di base tecnologica e di livello di sicurezza.

La base giuridica: come l’identità digitale è entrata nella finanza

L’Italia ha rimosso gli ostacoli giuridici all’ingresso dell’identità digitale nei servizi finanziari con l’articolo 27 del DL 76/2020. Tale norma consente espressamente l’uso delle credenziali SPID o di un’identità elettronica conforme eIDAS per l’autenticazione dell’utente nell’ambito della “firma elettronica e dell’accesso ai servizi bancari”, includendo specificamente i processi di autenticazione a due fattori basati su SPID e l’autenticazione basata su un’identità elettronica di livello almeno “significativo”.

Questa disposizione ha collegato il sistema italiano di identità digitale alle direttive europee antiriciclaggio (D.lgs. 231/2007) e ai requisiti SCA della PSD2, rendendo legittimo per banche e istituzioni finanziarie accettare SPID o CIE come strumento di verifica remota dell’identità del cliente.

Lo stato dell’arte di SPID nel settore finanziario

La penetrazione di SPID in Italia è altissima. Secondo i dati disponibili, SPID conta circa 40 milioni di utenti adulti attivi, pari al 78% della popolazione adulta. In ambito finanziario, SPID è ampiamente accettato per:

  • Apertura remota di conti bancari e conti di pagamento: diverse banche offrono SPID o CIE come opzione di verifica dell’identità nel processo di apertura. Banca Progetto, nel suo flusso di apertura online, richiede esplicitamente all’utente di “scegliere di identificarsi tramite SPID o CIE”. Il Conto Corrente Arancio di ING supporta parimenti l’identificazione remota tramite SPID, con attivazione “in pochi minuti”. Anche il conto online di Cassa di Risparmio di Volterra accetta SPID o il riconoscimento tramite webcam.

  • Servizi di finanza pubblica e richieste di finanziamento: numerosi servizi finanziari hanno integrato l’accesso tramite SPID.

Tuttavia, SPID sta affrontando un cambiamento significativo: alcuni dei principali fornitori hanno iniziato a applicare tariffe. Da luglio 2025, il servizio SPID di InfoCert è diventato a pagamento, con un canone annuo di 5,98 euro; anche Poste Italiane ha introdotto un meccanismo tariffario. Questo ha infranto la percezione pubblica di SPID come servizio “completamente gratuito”.

CIE: l’identità digitale finanziaria gratuita e più sicura

Il vantaggio centrale di CIE risiede nella sua base hardware. A differenza di SPID, che è puramente software, il microchip della CIE contiene certificati crittografici certificati dallo Stato, che supportano nativamente il livello di sicurezza più elevato del quadro eIDAS (Livello 3). CIE adotta un modello “a gestione pubblica, architettura centralizzata (Ministero dell’Interno)” ed è “l’unica identità fisica e digitale certificata dallo Stato italiano”.

In ambito finanziario, l’accettazione di CIE è in crescita. Banca Progetto ha inserito CIE tra le opzioni di verifica per l’apertura del conto, alla pari di SPID. Tuttavia, non tutte le istituzioni finanziarie accettano CIE. Secondo le segnalazioni degli utenti, alcune banche (come Findomestic) “non accettano l’autenticazione tramite CIE, ma solo tramite SPID”. Questo riflette l’autonomia delle istituzioni private nella scelta dei sistemi di identità digitale: la legge non impone alle banche di accettare tutti i tipi di identità digitale.

Il confronto dei costi è chiaro: il costo di emissione della CIE è di circa 16,79 euro una tantum (più i diritti di segreteria comunali, che a Roma portano il totale a circa 22 euro), senza costi di rinnovo durante il periodo di validità. SPID, se si sceglie un fornitore a pagamento, richiede circa 6 euro all’anno. Considerando la frequenza d’uso quotidiana nei servizi finanziari, il vantaggio economico di CIE nel lungo periodo è evidente.

Inoltre, il governo italiano ha annunciato l’intenzione di “chiudere” progressivamente SPID, promuovendo CIE come unica identità digitale nazionale. Dal 4 agosto 2026, la vecchia carta d’identità cartacea non sarà più valida, e il governo invita i cittadini a richiedere la CIE.

L’identità digitale nel contesto SCA: i requisiti della PSD2

Per comprendere il ruolo di SPID e CIE in ambito finanziario, è necessario prima comprendere i requisiti della Strong Customer Authentication (SCA) della PSD2. Ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 30, della PSD2, la SCA richiede un’autenticazione basata su almeno due elementi indipendenti tra: conoscenza (qualcosa che l’utente sa), possesso (qualcosa che l’utente ha) e inerenza (qualcosa che l’utente è), e la compromissione di un elemento non deve pregiudicare l’affidabilità degli altri.

Nelle transazioni di pagamento, la SCA richiede inoltre il dynamic linking: il codice di autenticazione deve essere legato a uno specifico importo e beneficiario della transazione e non può essere riutilizzato per altre operazioni.

SPID e CIE possono entrambi soddisfare i requisiti SCA, ma in modi diversi. L’autenticazione di secondo livello di SPID realizza l’autenticazione a due fattori tramite password (conoscenza) + OTP o verifica tramite app (possesso). L’autenticazione di terzo livello di CIE realizza un livello di garanzia superiore tramite PIN/password (conoscenza) + carta fisica o riconoscimento biometrico (possesso/inerenza).

A livello europeo, EUDI Wallet sta diventando il nuovo standard per l’autenticazione SCA. Secondo eIDAS 2.0, tutti gli Stati membri devono fornire ai cittadini un portafoglio europeo di identità digitale gratuito entro la fine del 2026. Per banche e istituti di pagamento, accettare EUDI Wallet per la SCA è obbligatorio, con scadenza a dicembre 2027. Secondo il responsabile dell’identità digitale di Visa, EUDI Wallet consente di “disaccoppiare l’identità dalla banca stessa” — il processo di autenticazione può essere eseguito da una terza parte certificata, ma la banca riceve comunque una prova di sicurezza verificata e standardizzata.

Consigli pratici: quale scegliere in ambito finanziario

Se possiedi già una CIE valida e non ti dispiace il passaggio occasionale del lettore NFC, dai priorità alla CIE. È gratuita, ha un livello di sicurezza superiore (terzo livello contro il secondo di SPID) ed è gestita direttamente dallo Stato, senza il rischio di variazioni nelle politiche tariffarie dei fornitori. Soprattutto per gli utenti che devono accedere ai servizi finanziari nel lungo periodo, l’economicità e la stabilità della CIE sono superiori.

Se cerchi la massima comodità e non ti importa di pochi euro all’anno, SPID resta fluido nell’esperienza puramente software ed è accettato direttamente da un numero maggiore di istituzioni finanziarie. È però necessario verificare le tariffe del fornitore scelto e se il suo SPID è accettato dalla tua banca.

In ogni caso, assicurati che la tua identità digitale sia valida e che le informazioni di contatto coincidano con quelle registrate in banca. Con l’attuazione progressiva di EUDI Wallet nel 2026-2027, SPID e CIE italiani confluiranno infine in un sistema unificato di identità digitale valido in tutta l’UE, e l’esperienza di verifica dell’identità nei servizi finanziari affronterà un’ulteriore trasformazione strutturale.

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