In un panorama aziendale sempre più competitivo, la capacità di misurare i progressi non è solo un’attività amministrativa, ma un vantaggio strategico. Due acronimi dominano spesso questa conversazione: OKR (Objectives and Key Results) e KPI (Key Performance Indicators).
Sebbene vengano spesso confusi, servono a scopi diversi. Ecco una guida completa per capire quale framework scegliere (o come combinarli) per guidare la crescita della tua azienda.
1. Cosa sono i KPI? (La Dashboard di Controllo)
I KPI sono indicatori che misurano le prestazioni di un’attività o di un processo già in corso. Immagina il cruscotto di un’auto: il tachimetro, il livello del carburante e la temperatura del motore sono i tuoi KPI. Ti dicono se la macchina sta funzionando correttamente nel presente.
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Focus: Efficienza, stabilità e salute operativa.
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Esempio: “Tasso di abbandono dei clienti (Churn Rate) inferiore al 5%”.
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Quando usarli: Quando vuoi monitorare se un processo sta raggiungendo i suoi standard abituali.
2. Cosa sono gli OKR? (La Bussola Strategica)
Gli OKR sono un framework di definizione degli obiettivi volto a guidare il cambiamento e l’innovazione. Se i KPI misurano il “business as usual”, gli OKR definiscono dove vuoi andare nel futuro. Riprendendo l’esempio dell’auto, l’OKR non è il tachimetro, ma la destinazione: “Arrivare a Capo Nord entro venerdì”.
L’OKR è composto da due parti:
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Objective (Obiettivo): Qualitativo, ambizioso e ispiratore (Cosa vogliamo fare?).
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Key Results (Risultati Chiave): Quantitativi e misurabili (Come sappiamo di averlo fatto?).
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Focus: Crescita, innovazione e allineamento dei team.
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Esempio: * Obiettivo: Diventare il leader di mercato nel settore software HR.
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KR 1: Acquisire 50 nuovi clienti enterprise nel Q1.
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KR 2: Pubblicare 3 casi studio con aziende Fortune 500.
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Quando usarli: Quando vuoi spingere il team oltre i propri limiti o cambiare direzione strategica.
KPI vs. OKR: Le Differenze Chiave
| Caratteristica | KPI (Key Performance Indicators) | OKR (Objectives & Key Results) |
| Scopo | Monitorare la salute e l’efficienza | Guidare il cambiamento e l’ambizione |
| Orizzonte | Lungo termine / Continuativo | Breve termine (spesso trimestrale) |
| Natura | Statica e conservativa | Dinamica e aggressiva |
| Successo | Raggiungere il 100% del target | Raggiungere il 60-70% (Stretch goals) |
| Focus | Risultato finale (Output) | Impatto e progresso (Outcome) |
3. Quale scegliere per la tua azienda?
La verità è che non devi scegliere. Le aziende più performanti utilizzano entrambi in modo complementare. I KPI ti dicono se il motore è acceso; gli OKR ti dicono se stai guidando nella direzione corretta.
Usa i KPI se:
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Hai processi stabili che devono essere ottimizzati (es. produzione, customer support).
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Vuoi misurare il successo di una funzione specifica nel tempo.
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Hai bisogno di reportistica regolare per il management.
Usa gli OKR se:
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Sei in una fase di rapida crescita (Scale-up) o trasformazione.
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Vuoi allineare diversi dipartimenti verso un unico obiettivo ambizioso.
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Hai bisogno di stimolare l’innovazione e “pensare in grande”.
Conclusione: L’approccio Ibrido
Per misurare la crescita in modo efficace, dovresti usare i KPI per proteggere la base e gli OKR per accelerare il futuro. Un KPI che segnala un problema (es. calo delle vendite) può diventare il punto di partenza per un OKR trimestrale (“Rivoluzionare la strategia di acquisizione”) volto a risolvere quella criticità.