Se hai mai lavorato come dipendente, ricevuto una pensione o richiesto la disoccupazione, ti sarà sicuramente capitato di sentir nominare il CUD. Spesso viene richiesto con urgenza in primavera dal CAF o dal commercialista, ma a cosa serve esattamente questo documento e perché è così importante?
Facciamo chiarezza su questo pilastro del sistema fiscale italiano.
Una premessa importante: dal CUD alla CU
Prima di spiegare a cosa serve, è fondamentale fare una precisione linguistica e burocratica: il CUD, ufficialmente, non esiste più.
Nel 2015 il vecchio CUD (Certificato Unico Dipendente) è stato sostituito dalla CU, ovvero la Certificazione Unica. Molti continuano a chiamarlo CUD per abitudine, ma oggi il documento ha un nome nuovo perché include molte più informazioni rispetto al passato (ad esempio, certifica anche i compensi dei lavoratori autonomi con partita IVA e le locazioni brevi).
A cosa serve la Certificazione Unica (ex CUD)?
La Certificazione Unica è un documento ufficiale che ha un obiettivo principale: attestare in modo cristallino tutti i redditi che hai percepito nell’anno solare precedente.
Non si tratta però di un semplice foglio riepilogativo. La CU serve nello specifico a tre scopi fondamentali:
1. È la base per fare la Dichiarazione dei Redditi
Senza la CU non potresti compilare il Modello 730 o il Modello Redditi. Il documento contiene infatti i dati fiscali numerici precisi che indicano quante tasse hai già pagato tramite le trattenute del tuo datore di lavoro (che agisce come sostituto d’imposta). Grazie alla CU, lo Stato sa se sei a credito (e quindi hai diritto a un rimborso tasse) o a debito.
2. Dimostra il tuo reddito a banche e finanziarie
Se decidi di richiedere un mutuo per comprare casa, un prestito per l’auto o semplicemente un finanziamento online, la banca ti chiederà l’ex CUD insieme alle ultime buste paga. È la prova ufficiale e legalmente riconosciuta della tua stabilità economica e della tua capacità di rimborso.
3. Serve per il calcolo dell’ISEE e delle prestazioni sociali
Per richiedere l’Assegno Unico, bonus statali, sconti sulle tasse universitarie o sulle mense scolastiche, hai bisogno del modello ISEE. I CAF e l’INPS attingono direttamente ai dati della tua Certificazione Unica per calcolare la situazione economica del tuo nucleo familiare.
Cosa c’è scritto dentro l’ex CUD?
La Certificazione Unica si divide in diverse sezioni. All’interno del modello “sintetico” (quello che viene consegnato al cittadino) trovi:
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I dati anagrafici: i tuoi dati e quelli del datore di lavoro o dell’ente pensionistico.
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I redditi da lavoro o pensione: la somma lorda totale che hai guadagnato in tutto l’anno.
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Le ritenute effettuate: quante tasse (IRPEF, addizionali regionali e comunali) ti sono già state scalate dallo stipendio.
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I contributi previdenziali: la quota di denaro versata all’INPS per la tua futura pensione.
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I familiari a carico: l’indicazione di figli o coniuge a carico per cui si ha diritto a detrazioni fiscali.
Chi lo rilascia e quando arriva?
La legge stabilisce che la Certificazione Unica debba essere rilasciata ogni anno entro la metà di marzo (solitamente il termine fisso è il 16 marzo).
A darti il documento deve essere il soggetto che ti ha pagato l’anno precedente:
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Il datore di lavoro: se sei o sei stato un lavoratore dipendente.
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L’INPS: se sei pensionato, oppure se hai percepito indennità come la disoccupazione (NASpI), la cassa integrazione o la maternità.
Nota bene: Se nel corso dell’anno precedente hai cambiato lavoro o hai alternato periodi di disoccupazione e impiego, riceverai più di una Certificazione Unica (una per ogni datore di lavoro + una dall’INPS). In questo caso specifico, fare la dichiarazione dei redditi non è facoltativo ma obbligatorio, per evitare brutte sorprese e ricalcolare correttamente le tasse.
Se hai smarrito la tua CU o il datore di lavoro tarda a consegnartela, puoi scaricarla in totale autonomia accedendo con lo SPID o la CIE (Carta d’Identità Elettronica) sul sito dell’Agenzia delle Entrate (nel tuo Cassetto Fiscale) o sul portale dell’INPS.