Quando si parla di blockchain nei pagamenti, il riflesso condizionato è pensare a un sistema che sostituisce le banche, elimina gli intermediari e manda in soffitta decenni di infrastrutture. La mossa di Swift va nella direzione opposta, ed è proprio questo a renderla interessante. A settembre 2025 Swift ha annunciato l’aggiunta di un ledger blockchain alla propria infrastruttura; nove mesi dopo, a luglio 2026, il ledger era pronto per l’uso iniziale, con 17 banche pronte a testare transazioni reali . Non è una rivoluzione, ma un innesto. E forse è per questo che ha possibilità concrete di funzionare.
Cosa fa (e cosa non fa) il ledger di Swift
La prima cosa da mettere in chiaro: Swift non sta costruendo una blockchain per regolare i pagamenti. Il ledger è un livello di orchestrazione condiviso, un registro sicuro in cui le banche partecipanti registrano, validano e sincronizzano gli impegni di pagamento interbancario utilizzando depositi tokenizzati . La regolazione finale resta dove è sempre stata: sui sistemi esistenti, che siano RTGS, corrispondenti bancari o altri meccanismi concordati tra le parti .
La distinzione è fondamentale. Le banche emettono depositi tokenizzati sui propri ledger, mantengono il controllo delle chiavi, degli asset e della liquidità, mentre Swift coordina il movimento tra istituzioni . In pratica, il ledger dice “questa banca ha impegnato questi fondi per questa transazione”, verifica che ci siano davvero, li sincronizza con la controparte, e solo dopo lascia che la regolazione avvenga sulle infrastrutture di sempre.
Tecnicamente, il tutto gira su un’architettura compatibile con Ethereum Virtual Machine, basata su Hyperledger Besu, costruita su fondamenta open source . Swift opera il ledger, ma non tocca gli asset: quelli restano saldamente nelle mani delle banche.
Perché serve: il problema delle ore piccole
Chi ha mai provato a inviare un pagamento internazionale di venerdì pomeriggio conosce bene il problema. Le transazioni transfrontaliere dipendono da orari bancari, finestre di regolazione e fusi orari. Un pagamento avviato fuori orario semplicemente aspetta. Il ledger nasce per colmare questa lacuna: le banche possono movimentare fondi per i clienti anche di notte e nei fine settimana, prima che la regolazione finale avvenga sui sistemi tradizionali .
C’è anche un tema di liquidità. Il ledger offre alle banche una visione sincronizzata degli obblighi man mano che le transazioni progrediscono, il che dovrebbe ridurre le riconciliazioni manuali e migliorare la visibilità sulla liquidità disponibile . Per le aziende con tesorerie distribuite su più mercati, non è un dettaglio da poco.
Va detto che Swift non parte da zero. Circa il 75% dei pagamenti sulla rete raggiunge già la banca beneficiaria entro 10 minuti, spesso in pochi secondi . Il ledger non nasce per risolvere un problema di lentezza generalizzata, ma per estendere la disponibilità a fasce orarie che oggi restano scoperte.
Le 17 banche del pilota (e perché contano)
Il gruppo di istituti che sta testando il ledger dal vivo è geograficamente eterogeneo, e questo è un segnale. Ci sono ANZ, BNP Paribas, BNY, Citi, DBS, First Abu Dhabi Bank, FirstRand, HSBC, Itaú Unibanco, Lloyds, Mashreq, MUFG, OCBC, Standard Chartered, UBS, UOB e Wells Fargo . Sei continenti, banche di dimensioni e mercati di riferimento molto diversi.
La diversità conta perché uno dei rischi classici dei progetti blockchain interbancari è sempre stato quello di creare “club” chiusi, reti parallele che funzionano solo tra pochi eletti e non si parlano con il resto del sistema. Il fatto che Swift abbia coinvolto istituti con footprint regionali differenti suggerisce l’intenzione di evitare quel destino.
C’è già stato anche un primo segnale concreto: ad agosto 2026, HSBC e Standard Chartered hanno eseguito la prima transazione interbancaria dal vivo sul ledger, scambiandosi messaggi di pagamento e registrando gli obblighi come depositi tokenizzati sulle rispettive infrastrutture, con Swift nel ruolo di coordinatore prima della regolazione finale . Non è ancora un uso di massa, ma è la prova che il meccanismo funziona tra due banche reali con sistemi proprietari diversi.
Cosa c’è dietro l’angolo
Swift non nasconde che questo è solo il primo caso d’uso. Una volta che il ledger sarà a regime, le applicazioni potenzialmente possibili includono pagamenti aziendali programmabili, regolazioni PvP per il forex e movimenti di cassa legati a transazioni su titoli . Thierry Chilosi, chief business officer di Swift, ha citato esplicitamente “programmable money” e “agentic commerce” come territori futuri .
Il modello aperto a più forme di valore digitale è coerente con la direzione del mercato. Il ledger è progettato per interoperare con ecosistemi emergenti, e Swift ha lasciato intendere che in futuro potrà supportare anche stablecoin e valute digitali di banca centrale, oltre ai depositi tokenizzati che costituiscono il primo caso d’uso .
Resta però una domanda aperta, che chi segue il settore si pone da tempo: Swift riuscirà a fare per la tokenizzazione ciò che ha fatto per la messaggistica? La sua forza storica è la coordinazione tra istituzioni che altrimenti non si parlerebbero. Se il ledger funzionerà come un’estensione di quel ruolo, senza pretendere di diventare il regolatore o il custode degli asset, avrà un vantaggio difficile da replicare. Se invece proverà a centralizzare troppo, le banche che oggi stanno partecipando potrebbero trovare conveniente costruire altro.
Per ora, la scommessa sembra ragionevole: Swift non sta cercando di sostituire il sistema, sta cercando di farlo funzionare anche quando il sistema, per sua natura, tende a fermarsi.
